Cataratta

Cataratta

Cataratta. cos'è?

La cataratta consiste in una progressiva perdita di trasparenza del cristallino, lente naturale all’interno dell’occhio, che porta ad una diminuzione della vista inizialmente da lontano e poi anche da vicino. Per quanto riguarda la possibilità di cura della cataratta, non esistono occhiali nè colliri che permettano di risolvere la situazione, l’unica soluzione è l’intervento chirurgico con l’asportazione del cristallino naturale e sostituzione di esso con uno nuovo artificiale. L’intervento di cataratta dura 10-15 minuti, è indolore e dopo pochi minuti dalla sua conclusione il Paziente può tornare a casa propria.

 

L’intervento di cataratta è definitivo, il cristallino artificale ( sia quello monofocale che il multifocale ) ha una garanzia assoluta di durata nel tempo ( centinaia di anni! ) ed è molto ben tollerato, non si verifica mai rigetto.

Può solo, dopo un periodo variabile da alcuni mesi a qualche anno, opacizzarsi, condizione chiamata cataratta secondaria, ma la risoluzione con Laser Yag (*procedura) è rapida indolore e avviene in una sola seduta ambulatoriale.

 

I dottori Panzardi sono tra i pochi chirurghi in Italia che già da diversi anni eseguono l’intervento di cataratta anche su entrambi gli occhi nella stessa seduta chirurgica. Questo comporta numerosi vantaggi tra i quali:

  • il Paziente fa un solo accesso in sala operatoria e quindi si sottopone solo una volta alla sedo-analgesia, effettua solo una volta la preparazione farmacologica all’intervento (3 giorni di preparazione con colliri ed antibiotici) e anche psicologicamente non deve affrontare un secondo accesso in sala operatoria per intervenire sul secondo occhio.
  • La guarigione avviene in parallelo tra i due occhi senza squilibri, spesso molto fastidiosi e debilitanti, dovuti a differenze di refrazione importanti come quelle che esitano generalmente dopo aver operato il primo occhio. (es: l’occhio dopo l’intervento non ha nessun difetto di vista, l’altro occhio con cataratta —> miope, astigmatico o ipermetrope)

Non si esegue bendaggio in quanto l’anestesia è topica, a gocce, non si eseguono punture e quindi il Paziente immediatamente a vedere a sufficienza per essere autonomo e indipendente nello svolgere le sue attività ed appena terminato l’intervento può tornaren subito a casa.

Come si svolge la procedura bilaterale: una volta concluso l’intervento sul primo occhio, si fa una piccola pausa di alcuni minuti durante i quali si cambia tutto il materiale necessario all’intervento compresi ovviamente camici e guanti, per cui in pratica il secondo occhio viene trattato come se entrasse un nuovo Paziente.

I Dottori Panzardi inoltre non fanno mai sospendere i farmaci che abitualmente assume il Paziente compresi gli anticoagulanti.

SINTOMI DELLA CATARATTA

Il primo sintomo della cataratta è una riduzione della vista, generalmente per lontano.

Altri sintomi possibili:

– appannamento visivo

– necessità di cambiare le lenti degli occhiali più spesso a causa della riduzione della capacità visiva

– fastidio alla luce solare

– visione di aloni attorno alle sorgenti luminose (lampioni) o abbagliamento causato dai fari delle automobili

– diminuzione del contrasto delle immagini (i colori appaiono sbiaditi)

– diplopia (visione doppia, sintomo raro)

In un primo momento può capitare anche che si abbia la sensazione che sia migliorata la vista per vicino dato che alcuni tipi di cataratta rendono più miope l’occhio, ma è una situazione transitoria (per non dire illusoria, la cataratta progredisce e basta, facendo vedere sempre meno).

La forma più comune è la cataratta senile che si manifesta nel’85% della popolazione oltre i 65 anni (ma può presentarsi anche molto prima). 

Cause della cataratta

  • l’età, come naturale processo di invecchiamento del cristallino. Il cristallino diventa più rigido e perde le sue proprietà che lo rendono trasparente;
  • danni da esposizione a raggi ultravioletti;
  • fumo e alcool;
  • familiarità;
  • diabete, poiché può provocare una eccessiva idratazione del cristallino oppure originare dai depositi del metabolismo che si possono più facilmente formare sia dietro che davanti alla capsula che sostiene il cristallino;
  • iper- o ipo tiroidismo;
  • particolari terapie cortisoniche (corticosteroidi in alte dosi o per uso prolungato) o anti-tumorali possono provocare una cataratta corticale posteriore;
  • traumi importanti e lesioni all’occhio, in particolare sotto ai 50 anni di età
  • infiammazioni (ad esempio uveite)
  • distrofie ereditarie e predisposizione genetica (amaurosi congenita di Leber, retinite pigmentosa);
  • in seguito a interventi chirurgici di glaucoma, di distacco di retina o in condizioni di miopia molto elevata.

Diagnosi della cataratta

  • L’occhio viene ispezionato con una lampada a fessura (biomicroscopia).
  • Vengono misurate la refrazione e l’acuità visiva dell’occhio.

Prima dell’intervento gli occhi possono essere sottoposti ad altri esami:

  • Ecobiometria
  • Biomicroscopia dell’endotelio corneale
  • Ecografia bulbare
  • Esami della retina (fluorangiografia e tomografia OCT)
  • Topografia e tomografia corneale
  • Campimetria computerizzata e pachimetria corneale
  • Valutazione della motilità oculare

QUANDO E' IL MOMENTO GIUSTO DI OPERARE LA CATARATTA?

Si sente ancora dire che la cataratta “deve maturare” o “deve cadere”, termini che provengono addirittura dall’antichità (cataratta = che cade). La chirurgia, ed in particolare quella oculistica, è cambiata enormemente negli ultimi 50 anni, e mentre prima si estraeva la cataratta tutta intera da un taglio di quasi 1 cm adesso si frantuma e si aspira da una piccolissima apertura di circa 2 mm. Quindi in passato aveva un senso aspettare che la cataratta fosse più densa, più dura, in modo da estrarla intera. Oggi invece se è più morbida si frantuma e si aspira meglio, per cui non solo non serve rimandare o aspettare ad oltranza per effettuare l’intervento di cataratta, ma conviene non aspettare troppo per non rendere più difficile l’intervento. Ragionevolmente, è consigliabile intervenire quando la cataratta provoca un deficit visivo tale da condizionare la propria quotidianità in rapporto alla esigenze, all’età ed allo stato di salute generale della persona. Sarà concordato insieme al proprio specialista quando intervenire, attraverso visite periodiche, e quindi che tipo di cristallino artificiale impiantare per la massima soddisfazione del Paziente.

CONSIGLI PER LA PREVENZIONE DELLA CATARATTA

La progressiva opacizzazione del cristallino essendo fondamentalmente un processo ossidativo può essere in minima parte prevenuta o comunque rallentata nella sua evoluzione, ecco alcuni consigli:

– seguire una sana e corretta alimentazione (cibi ricchi di antiossidanti come verdure, ortaggi, frutta fresca e bere molta acqua);

– evitare l’esposizione protratta ai raggi ultravioletti (lampade abbronzanti, sole nelle ore centrali della giornata);

– nei primi tre mesi di gestazione evitare l’uso di farmaci, l’esposizione agli ultrasuoni (ecografie) e ai raggi X, e naturalmente malattie come la rosolia e la toxoplasmosi;

– evitare traumi oculari utilizzando sempre i dispositivi di sicurezza personale durante le attività a rischio ( vale soprattutto per saldatori, serramentisti, fabbri, muratori, piastrellisti, falegnami, meccanici, carrozzieri, fonditori, ecc.);

– abolire il fumo e moderare l’uso di alcolici;

– seguire una regolare attività fisica (passeggiate, andare in bicicletta, palestra);

– evitare l’uso prolungato di colliri cortisonici senza il controllo del Medico;

– sottoporsi periodicamente alle visite oculistiche, specie in presenza dei fattori di rischio (diabete, ipertensione arteriosa, ecc.).

 

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